DALLA SENSITIVITA' ALLO SCHEMA AQUILONE:
IL COMPITO DI UNA VITA
DALLA SENSITIVITA' ALLO SCHEMA AQUILONE:
IL COMPITO DI UNA VITA
Dalla sensitività allo schema aquilone: il compito di una vita
“Conosci te stesso”. Così era scritto all’ingresso del tempio di Delfi dove gli insicuri e gli indecisi, ma anche i grandi eroi si recavano per ricevere umilmente lumi sul proprio futuro insieme ai consigli per affrontarlo. Molti, forse, non sapevano che quanto avrebbero appreso dall’oracolo non avrebbe avuto valore alcuno senza la pratica paziente e costante della conoscenza di sé, che può variare nei metodi e nei contenuti ma resta invariata nella sua portata evolutiva in tutta la storia dell’umanità.
Il conoscere se stessi è, di fatto, una conquista, non un qualcosa che è dato.
E’ in quest’ottica che va letta, a mio parere, la sensitività di Angela Serafina Colombo, nella fase matura della sua vita, in rapporto allo Schema Aquilone elaborato in collaborazione e con il contributo di Danilo Casati.
Non vi è nulla che Angela possa svelarci del nostro futuro, del nostro presente e del nostro passato che non richieda un paziente lavoro di elaborazione e di profonda comprensione da parte di ciascuno di noi.
La sensitività di Angela, da quando si è manifestata, è sempre stata rivolta nella direzione dell’aiuto alle persone in difficoltà, alle persone che stavano perdendo o avevano già perso la bussola e che forse non erano più in grado di contribuire attivamente alla “scrittura della loro storia di vita”.
Per situazioni così ci sono i medici, gli psicologi, i terapeuti, a volte i sacerdoti, perché spesso si tratta di crisi spirituali, le cui cause vanno ricercate in un ambito che non sempre il mondo della scienza ufficiale pratica volentieri.
Ad Angela sono state consegnate, attraverso una conquista paziente e non sempre facile, alcune chiavi di accesso al mondo dello Spirito e alle sue Leggi, che hanno rivelato il loro valore e fondamento, nonché il loro senso, proprio grazie alle richieste delle persone che a lei si sono rivolte nel corso degli anni, potendo contare su rispetto, discrezione e gratuità del suo intervento.
Angela, strano a dirsi, ha sviluppato la sua sensitività grazie alle persone che hanno cercato il suo aiuto e che sono diventate per lei guide sulla Terra per il suo cammino spirituale che l’ha condotta ad elaborare lo Schema Aquilone come sintesi coraggiosa dei Nessi Spirituali, attraverso la cui conoscenza pratica, ogni essere umano può essere aiutato nella conoscenza di sé al fine di autogovernarsi promuovendo la sua crescita e la sua evoluzione come individualità libera.
La sensitività di Angela trova la sua ragion d’essere proprio nello Schema Aquilone della sua maturità e, a mio parere, mentre la sensitività come veggenza si colloca nel passato dell’umanità, lo Schema Aquilone si affaccia in modo chiaro verso il futuro come uno strumento di conoscenza che ciascuno può esercitare in modo autonomo nell’ambito della propria interiorità e delle relazioni interpersonali con l’intento di risanarle, contribuendo a risanare la vita sociale che oggi ne ha enormemente bisogno.
Che ne è e che ne sarà, allora, della sensitività di Angela? E’ certamente una domanda aperta. Forse potrà essere da lei esercitata con un grado di consapevolezza sempre maggiore nell’intento di guidare e rendere autonome le persone nel praticare lo svelamento della propria vita e del proprio essere, riguardo a ciò che si è e a ciò che si desidera diventare.
Probabilmente qui si gioca il grande cambiamento che si presagisce nella vita di Angela in questo momento: “l’essere a servizio” con il rendere sempre più esplicite agli altri le proprie modalità di ricerca spirituale nell’ambito della conoscenza di sé, attraverso la divulgazione dello Schema Aquilone con percorsi specifici di approfondimento per gli adulti, per gli adolescenti e anche per i bambini pensando agli adulti che diverranno, con compiti sempre più complessi ed impegnativi volti a governare in modo più consapevole la vita relazionale e sociale, partendo da se stessi, dalle proprie emozioni e dai propri sentimenti.
(Dott.ssa Martina D’Introno – formatrice)