Entrando nel merito dei contenuti tecnici specifici dello schema Aquilone, uno dei punti centrali è che in esso viene focalizzata l’attenzione sul fatto che il pensiero gioca un ruolo fondamentale nel determinare lo stato di benessere psicofisico della persona: non è la sollecitazione che proviene dal mondo esterno a determinare il nostro stare bene o il nostro stare male, quanto piuttosto il significato che diamo ad essa nell'ambito ristretto del nostro pensiero razionale. Il pensiero è infatti energia pura di natura psichica che, se non adeguatamente incanalata, ci porta alla depressione o alla somatizzazione sul piano fisico del disagio emotivo. Ecco perché diventa importante educare il pensiero a farsi "debole". Le difficoltà della vita restano tali, ma quando con la nostra mente cerchiamo di trovare delle soluzioni pronte all'uso per forzare la realtà esterna con le nostre soluzioni, se non troviamo favorevole ascolto nelle persone che ci circondano, dobbiamo inevitabilmente fare i conti con il nostro fallimento e la mole di energia che abbiamo messo in circolazione nel nostro corpo.
Lo Schema Aquilone presenta anche un altro aspetto che lo rende particolarmente innovativo rispetto a tutte le altre modellizzazioni razionali della psiche umana in circolazione: il concetto di Istinto Facilitatore.
In particolare, quello che è stato scoperto e verificato sperimentalmente nel corso della ricerca è che esistono quattro differenti chiavi di lettura della realtà esterna, che sono legate alle naturali predisposizioni del soggetto. In base al tipo di personalità che abbiamo siamo portati ad essere più sensibili verso alcuni problemi, che ci portano più facilmente a precipitare in un particolare tipo di disagio emotivo. La scoperta del proprio istinto facilitatore è uno degli assi portanti delle presentazioni e dei corsi sull’utilizzo dello schema Aquilone, finalizzati al recupero ed al mantenimento del benessere emozionale, che viene sollecitato costantemente dalle pressioni esercitate della vita quotidiana.